Martedì 9 aprile 2002 - cronaca pag. 16 (articolo originale) L’iniziativa si ripete
I genitori a lezione di computer Al Marconi partono i corsi di Internet, Word ed Excel
I segreti del computer svelati ai genitori. Un modo per favorire il dialogo tra generazioni o,
più semplicemente, per consentire agli adulti di apprendere i fondamenti di quella realtà a volte
sconosciuta che è l’informatica. Da lunedì 15 aprile partirà il nuovo ciclo di corsi all’Itis Marconi
promosso dal gruppo genitori dei ragazzi che frequentano la scuola e aperto agli esterni. Qualche
settimana fa sono terminati con successo i primi due corsi su Internet, sempre al Marconi, tenuti da
Luciano De Faveri di Dynamic Art, uno dei più vecchi web designer di Verona. Il successo ottenuto e
l’interesse espresso da numerose persone non solo per Internet, ma anche per altri aspetti del mondo
informatico, ha determinato la necessità di organizzare un nuovo ciclo di corsi. Tutte le lezioni
dureranno complessivamente 8 settimane, con una lezione di 2 ore alla settimana per ogni corso.
Lunedì prossimo inizierà il corso di alfabetizzazione su Word ed Excel, due prodotti di punta della Microsoft.
La sera dopo inizierà un analogo corso. Ambedue saranno tenuti da Andrea Zattoni, docente all’istituto. Venerdì 19
aprile inizierà un nuovo corso su Internet, sempre tenuto da Luciano De Faveri, in modo da poter soddisfare le
richieste di partecipazione ai primi due corsi che non hanno potuto essere soddisfatte a causa del numero limitato di
posti, rispetto alle richieste pervenute.
Questi corsi, aperti a tutti, sono una grande occasione da non perdere, spiegano gli organizzatori, per acquisire una conoscenza pratica sotto l’insegnamento di due insegnanti particolarmente preparati ed esperti a un costo contenuto. L’organizzazione è stata possibile grazie alla disponibilità dei vertici dell’Itis Marconi, estremamente sensibili alla necessità non solo di dare la miglior istruzione possibile ai loro studenti, ma anche all’alfabetizzazione informatica dei genitori e della cittadinanza in genere, aspetto importantissimo vista l’importanza che l’informatica ha nella nostra vita quotidiana.
I partecipanti ai corsi usufruiranno anche del supporto di alcuni studenti appartenenti alla Cooperativa Item Progress, composta da studenti dell’istituto stesso.
Per le iscrizioni, rivolgersi alla segreteria dell’Itis Marconi, in piazzale Guardini.
Martedì 3 settembre 2002 - cronaca pag. 15 (articolo originale) Scuola. L'assessore provinciale replica alle critiche del dirigente "Presto il Marconi avrà sei nuove aule"
L'emergenza aule è rientrata, aveva detto attorno a Ferragosto l'assessore provinciale all'istruzione Adimaro Moretti degli Adimari. Alla carenza di spazi ormai cronica negli istituti superiori veronesi, era riuscito a mettere le toppe con l'aiuto del Comune - che aveva prestato aule delle medie - e un piano che tamponava l'emergenza e sbloccava le situazioni più gravi, in particolare Maffei e Messedaglia. Ma ecco che qualche giorno fa anche l'istituto tecnico industriale Marconi, il maggiore per popolazione scolastica a Verona, suona l'allarme, non senza critiche allo stesso assessore: mancano aule, come facciamo?
Ora Moretti replica, assieme al collega assessore all'edilizia Giannantonio Capuzzo, e definisce "accuse inappropriate e immotivate" le accuse lanciate dal dirigente scolastico del Marconi, Luigi Antuono, "rivolte alla Provincia e pubblicate sul L'Arena di sabato 31 agosto".
Vediamo perchè. "Inappropriate", dicono Moretti degli Adimari e Capuzzo, "perché, a nostro parere, il senso di responsabilità di un dirigente scolastico dipendente dello Stato dovrebbe impedirgli di assumere atteggiamenti conflittuali in un momento delicatissimo per la scuola superiore veronese che, grazie alla politica scolastica della Provincia, sta imboccando la strada giusta per la risoluzione delle molteplici problematiche connesse sia alla messa in sicurezza delle strutture, che al reperimento degli spazi. Immotivate perché i problemi dell'emergenza sono stati più volte discussi e affrontati, anche recentemente, ricevendo i rappresentanti di istituto sia da parte dei capogruppo del Consiglio, sia degli assessori provinciali competenti".
E proprio gli assessori ricordano come e quando. "Per quanto concerne gli spazi aule richiesti dal Marconi, sono state proposte soluzioni alternative, sia pure distaccate, ed è stata concordata con l'Ulss la modalità di intervento per rendere agibili 6 aule presso la sede. Tale intervento sarà a tempi brevi eseguito per consentire un regolare svolgimento delle lezioni. Siamo certi che il dirigente Luigi Antuono, così come tutti i dirigenti delle scuole superiori della Provincia, avrà compreso che:
a) chi si occupa di edilizia scolastica deve operare sulla base di un quadro normativo tecnico ulteriormente appesantito da una legge sui lavori pubblici nata da una logica emergenziale e quindi molto più indirizzata sui controlli che sugli obiettivi, che prevede tempi di realizzazione dei procedimenti lunghissimi;
b) non è sufficiente scrivere all'assessore, assolvendo così ad un obbligo formale, ma va istituito un corretto dialogo operativo, che sulla base delle disponibilità di risorse e delle effettive esigenze scolastiche, sia in grado di produrre, nel tempo, fatti concreti e non deleteri scarichi di responsabilità.
"Infine", scrivono gli assessori, "val la pena di sottolineare come, nel triennale 2002-2004 delle opere pubbliche della Provincia, sia previsto l'intervento di ampliamento del Marconi per un importo di oltre 2,5 milioni di euro al fine di dare una risposta definitiva alle necessità dell'istituto".
Mercoledì 4 settembre 2002 - cronaca pag. 12 (articolo originale) Scuola. Antuono ricorda all'assessore Moretti che mancano 18 aule e una palestra Marconi, l'emergenza prosegue "Solo promesse, mancano i fatti"
Il dirigente scolastico accusa la Provincia di non aver rispettato quanto promesso
Continua a far discutere l'emergenza aule al Marconi. Prosegue la querelle tra Luigi Antuono, dirigente scolastico dell'istituto tecnico industriale Marconi, e l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Adimaro Moretti. Al centro della controversia, la mancanza di diciotto aule, che potrebbe costringere alcune classi a peregrinare per l'istituto, utilizzando di volta in volta le aule di chi si trova in laboratorio o in palestra. Il dirigente scolastico è deciso ad andare in fondo alla vicenda. Ha anticipato che spedirà una lettera di denuncia alla Provincia, "che ci aveva assicurato che quest'anno non ci sarebbero stati problemi", ha ribadito. Decisa la replica dell'assessore Moretti. Definite inappropriate e immotivate le accuse del dirigente scolastico del Marconi, ha ricordato che i problemi dell'emergenza sono stati più volte discussi con i rappresentanti d'istituto. "Per quanto concerne le aule richieste dal Marconi, sono state proposte soluzioni alternative ed è stata concordata con l'Ulss la modalità di intervento per rendere agibili sei aule nella sede. Non è sufficiente scrivere all'assessore", concludeva Moretti, ma va istituito un corretto dialogo operativo in grado di produrre fatti concreti e non deleteri scarichi di responsabilità".
Altrettanto secca la replica di Antuono: "La legge 23/96 assegna agli enti locali il compito di rispondere alle esigenze di carattere strutturale delle scuole e il dirigente scolastico non può provvedere direttamente con fondi della scuola a queste necessità, ma è obbligato a presentare richiesta all'ente locale competente, nel nostro caso la Provincia. E l'ente locale ha l'obbligo di provvedere in merito".
"L'assessore Moretti ci rassicura che provvederà ad un ampliamento dell'edificio. Ma quando?", prosegue. "L'assessore sa che ho fatto questa richiesta già nel 1999 e malgrado proposte concrete e "operative" della scuola, non se ne è più parlato. Nel 2000 ci era stata promessa una succursale nell'ex palazzo dell'emigrante. Questa sede, però, era occupata dall'Enaip, verso cui l'amministrazione non aveva alcun obbligo istituzionale, e sarebbe stata disponibile entro l'estate 2001. Ma l'estate 2001 è passata insieme a quella del 2002 e le aule promesse sono rimaste tali, o meglio, assegnate ad altri".
Antuono ricorda che nel frattempo la popolazione scolastica del Marconi è cresciuta e la situazione si è ulteriormente aggravata da quando l'Ulss ha reso inagibili sei aule.
"Nell'agosto del 2001 Moretti ha dichiarato che sarebbe intervenuto sulle sei aule dichiarate inagibili effettuando i lavori necessari e che sarebbero state messe a disposizione dell'istituto dalla primavera nove aule nell'ex palazzo dell'emigrante. Nessuna delle due promesse è stata rispettata. E quattro giorni dall'inizio delle lezioni mancano all'appello diciotto aule, una palestra e il richiesto ampliamento del laboratorio di chimica".
martedì 10 settembre 2002 cronaca pag. 11 (articolo originale) È un inizio d'anno piuttosto difficile per diversi dirigenti scolastici scaligeri, alle prese con gli spazi che mancano e le carenze finanziarie Primo giorno di scuola in palestra È successo alle Montanari per penuria di aule. Problemi anche al Marconi
di Laura Zanoni
Presidi che paventano svenimenti di allievi ricevuti il primo giorno di scuola stipati in una palestra, in piedi; oppure costretti in qualità di dirigenti scolastici ad assumersi la responsabilità di riempire aule inagibili: questo il triste panorama del primo giorno di scuola a Verona, in apertura dell'anno scolastico 2002/2003 che si prospetta piuttosto problematico, almeno per alcuni istituti.
Ieri è stata la giornata d'inizio, oltre che per tutte le scuole materne, per parte delle classi del liceo classico Scipione Maffei, per lo scientifico Fracastoro, per l'istituto magistrale Montanari e per gli istituti tecnici Pindemonte e Pasoli. Gli altri inizi saranno scaglionati tra la giornata di oggi e lunedì prossimo.
Tra i tagli di fondi preannunciati dai sindacati, l'eco delle polemiche a livello nazionale sulla riforma Moratti, il caro-libri e la carenza di spazi, si respira un clima non troppo sereno tra i presidi scaligeri.
E se, in generale, sul fronte insegnanti non si registrano grosse problematiche, visto che il corpo docente è al completo da fine agosto, compresi i pochi precari, le vere carenze sono quelle di spazi, di aule.
La questione sta a monte, come fa notare il dirigente scolastico del liceo Maffei, Francesco Butturini: "Anche se noi abbiamo iniziato a corpo docente pieno e con gli spazi che ci servono - dice - il problema esiste perché Verona vive due realtà distinte, quella comunale che sovrintende all'edilizia scolastica del ciclo dell'obbligo, dove alcune scuole risultano addirittura semivuote e quindi c'è un dispendio di spazi; e quella provinciale, delle scuole superiori, che registra invece gravi carenze. Basta pensare che, se per il ciclo dell'obbligo ci sono 25 aule per 10 classi, per noi delle superiori lo stesso numero di aule serve 30 classi. È un problema di civiltà, perché sono tutti spazi gestiti con il denaro pubblico e i cittadini pagano le stesse tasse per un servizio e per l'altro".
È appena stato costituito un tavolo comune in cui affrontare la questione e trovare una soluzione, ma siamo appena agli inizi. Nel frattempo, il Maffei è passato dalle quattro sedi dello scorso anno a tre, "grazie all'assessorato competente della Provincia - sottolinea il preside - che ci ha permesso di risolvere l'eccessivo frazionamento in diversi luoghi della città".
Un'altra questione molto spinosa, che era stata portata alla ribalta dai sindacati nei giorni scorsi, è la riduzione dei fondi, che per alcune voci arriva addirittura a tagli del 40%, come ad esempio il budget per le supplenze.
"È vero che abbiamo iniziato l'anno a corpo docente pieno - commenta Butturini - ma quando ci saranno assenze per malattia, che faremo? Di questo passo, alcune attività potrebbero essere addirittura sospese per mancanza di fondi. Siamo preoccupati, non ci vediamo chiaro".
Soprattutto non si vede chiaro nella riforma di cui tanto si parla ma di cui, a quanto pare, nessuno ha ancora compreso i contenuti: si tratta di abbassare l'età scolare? O di ridurre a 25 ore l'orario scolastico obbligatorio? Oppure di creare due percorsi distinti tra formazione e professione? "Noi sappiamo solo - prosegue Butturini - che vogliamo fare scuola bene, con le risorse che abbiamo. I genitori si lamentano del caro-libri? Andiamo a vedere quanto denaro si spende, nella società dell'opulenza, per zainetti e griffe varie, per poi piangere sull'aumento di qualche centesimo per la cultura. Certo è che anche gli editori sbagliano, fissando un prezzo a maggio e alzandolo ora".
Per l'istituto magistrale Montanari il problema è proprio quello degli spazi: "Avremmo dovuto avere cinque aule al Cangrande e invece la Provincia ce ne ha date solo quattro - riferisce il preside Calogero Carità -, perché a quanto pare là c'è il pienone. Dovremo quindi utilizzare per le lezioni un'auletta che ci serviva per ricevere i genitori e lo psicologo: vorrà dire che i ricevimenti li faremo nei corridoi. Tra l'altro, non abbiamo nemmeno un'aula magna e quindi per il primo giorno ho dovuto accogliere gli studenti in palestra, in piedi, tutti ammassati. Spero che con l'anno prossimo almeno il disagio della terza sede, alle scuole medie Fedeli di Borgo Milano, sia eliminato, altrimenti i ragazzi rischiano di perdere il senso di appartenenza alla scuola".
E quando si parla di spazi, si sa, il "bubbone" più grosso è quello scoppiato all'istituto tecnico industriale Marconi, per la mancanza di 18 aule: nel frattempo, il dirigente scolastico Luigi Antuono si è ingegnato, usando come aule il laboratorio musicale e altri spazi che però sarebbero inagibili.
"Per quel che riguarda le famose sei aule dichiarate in precedenza inagibili - aggiunge il preside - è arrivato venerdì scorso un fax dalla Provincia che le dichiarava immediatamente utilizzabili; poi è stata di nuovo procrastinata di 45 giorni la data per il loro utilizzo. Ma nel frattempo l'amministrazione provinciale ha mandato i pittori a dipingerle; allora sabato ho inviato una richiesta all'Ulss per poter anticipare l'uso di tali spazi. Nel frattempo ho convocato, questa mattina, i genitori per metterli al corrente della situazione di cui mi sono assunto la responsabilità, cioè l'utilizzo di aule inagibili. Ora siamo in attesa di risposte".
Partenza tranquilla, invece, per il Fracastoro e il Pindemonte, dove a quanto pare non si sta stretti, come conferma il dirigente scolastico del liceo scientifico Fracastoro, Marcello Schiavo: "Siamo partiti bene, con il 100% degli insegnanti e senza carenza di aule. Ma generalmente è solo il secondo giorno che iniziano i problemi. La riforma Moratti? vedremo se e cosa sarà".
E la vicepreside dell'istituto Pindemonte, Anna Maria Aganetto, riferisce esclusivamente di piccole questioni sorte con qualche alunno che non condivideva la destinazione. "Qui non siamo certo stretti - dice -; addirittura sembrava che la Provincia volesse toglierci la sala insegnanti per farne aule di altre scuole, invece hanno trovato soluzioni diverse. Lo choc del caro-libri? Ragazzi e genitori devono ancora affrontarlo".
giovedì 12 settembre 2002 cronaca pag. 15 (articolo originale) L'assessore all'Istruzione getta acqua sul fuoco e si dice certo che saranno risolti i casi di Messedaglia, Marconi e Montanari "Aule? Situazione sotto controllo" Moretti: "Ci sono istituti superiori in difficoltà e noi rispetteremo i tempi per i lavori necessari"
di Maurizio Corte
Emergenza aule in alcune scuole superiori? La Provincia getta acqua sul fuoco. L'assessore all'Istruzione, Adimaro Moretti degli Adimari, dice di essere "ottimista nonostante le critiche. Stiamo risalendo la china. L'importante è collaborare, dialogare in modo operativo con le scuole e lasciare da parte le incomprensioni".
Moretti assicura che le sei aule dell'istituto Marconi possono essere utilizzate; che a dicembre saranno pronte le due stanze per il liceo Montanari; e che al Galileo Ferraris si sta lavorando per ricavare sei aule per girarle al liceo Messedaglia.
Intanto, da Legambiente nazionale arriva la notizia che il ministero dell'Istruzione avrebbe deciso di "tagliare o ridimensionare" alcuni istituti superiori. Pronta la risposta dell'assessore Moretti: "La competenza sui dimensionamenti è della Provincia. Saremo noi a decidere la riorganizzazione dei poli scolastici, con un progetto che presenterò nei prossimi mesi e che sarà studiato in sintonia con i dirigenti scolastici". All'istituto tecnico Marconi, il preside Luigi Antuono sta ancora aspettando una risposta dall'Ulss 20 per l'agibilità di sei aule. "Abbiamo dovuto sospendere le attività del laboratorio musicale, della sala video e utilizzare parte dell'atrio per poter fare lezione", spiega il professor Antuono. "Ci mancano 18 aule e la palestra, per essere a posto".
Risponde l'assessore Moretti: "Quello dell'istituto Marconi è il punto dolente della situazione-aule. Le sei stanze possono essere comunque utilizzate, come abbiamo comunicato al dirigente scolastico. Intanto, stiamo verificando la possibilità di utilizzare alcune aule dell'istituto Fermi; e abbiamo dato la disponibilità per spazi in via Carlo Alberto e in via Anti. Chiederò alla giunta una corsia preferenziale per attuare il progetto di ampliamento dell'istituto Marconi: lo stanziamento c'è già e i lavori possono essere realizzati senza disturbare l'attività scolastica".
Il liceo psicopedagogico Montanari ha necessità di due aule. "Manca il posto per ricevere i genitori, per i cambi nelle ore di lingue e per le attività di consulenza psicologica", ricorda il preside, Calogero Carità. "Ci hanno promesso due aule all'istituto Cangrande, entro dicembre. Una è indispensabile per poter operare; avere anche la seconda ci consentirebbe di sistemare una classe".
L'assessore Moretti assicura che entro dicembre quelle aule vi saranno: "Saranno ricavate all'interno dell'attuale biblioteca del Cangrande, la quale si sposterà al seminterrato. Entro il prossimo anno scolatico dall'istituto per geometri otterremo ben 16 aule che ci serviranno per sistemare una serie di situazioni precarie".
Situazione difficile al liceo scientifico Messedaglia. "Grazie alla collaborazione del Comune di Verona e al preside delle medie Betteloni, Salandra, siamo riusciti ad ottenere quattro aule, altrimenti avremmo dovuto fare i doppi turni", dice la preside, Teresa Baruchello. "Nella sede centrale di stradone Maffei siamo senza laboratori perché li usiamo come aule. La biblioteca funge da sala professori. Intanto, sono indietro i lavori all'istituto Galileo Ferraris per avere quattro aule. Siamo divisi in quattro sedi diverse: peggio di così... Comunque, c'è di positivo che siamo riusciti ad evitare i disagi alle famiglie con i doppi turni; mentre resta il problema delle palestre insufficienti".
Spiega l'assessore Moretti: "Al Galileo Ferraris staimo realizzando i lavori per le quattro aule che servono al liceo Messedaglia. Purtroppo vi sono stati dei ritardi che non dipendono da me. A fine settembre presenteremo il progetto di riordino complessivo dell'istituto tecnico e potremo recuperare altri locali. Quest'operazione, assieme a quella del Cangrande, ci darà respiro. Purtroppo i frutti li vedremo fra un anno".
"Vorrei che, accanto alle lamentele, vi fosse anche il riconoscimento per quanto è stato fatto, per le tante emergenze risolte con impegno dalla Provincia, in collaborazione con i Comuni e con i dirigenti scolastici", sottolinea l'assessore all'Istruzione. "Ne cito alcune: il liceo Maffei è a posto; per il liceo Galilei vi è la nuova sede di via Carlo Alberto; è in corso l'ampliamento al piano terra degli spazi dell'alberghiero Berti e per il Carnacina di Bardolino abbiamo trovato con il Comune le due aule mancanti. Resta l'emergenza all'istituto Giorgi, per il quale stiamo aspettando i lavori e che merita una sistemazione adeguata".
venerdì 27 settembre 2002 cronaca pag. 16 (articolo originale) Domani e domenica Il Marconi e la scuola del futuro Dibattiti tra docenti e genitori, mostre e un po' di musica
Docenti e famiglie, due ruoli fondamentali per aiutare i ragazzi a crescere nel migliore dei modi e per accentuare quel compito educativo e formativo che è proprio della scuola. È lo scopo della due giorni organizzata (per il quarto anno consecutivo) dai genitori dell'istituto Marconi e che si terrà domani (a cominciare dalle 9) e domenica nella scuola di piazzale Guardini. Come ormai è consuetudine, l'appuntamento è strutturato in una serie di momenti e iniziative diverse che verranno ospitate in due tendoni appositamente allestiti nel cortile.
Per l'occasione, è prevista una mostra delle numerose attività integrative o collaterali al percorso scolastico che offrono agli alunni possibilità per incrementare le loro competenze: quelle linguistiche in inglese; quelle informatiche; quelle operativo-professionali nella cooperativa di transizione scuola lavoro Item-progress; quelle sportive nell'omonima associazione sportiva.
Non mancheranno i seminari che dovranno approfondire le complesse problematiche connesse allo sviluppo delle attività didattiche, da parte dei docenti e degli allievi dell'istituto. In questo senso è orientata la discussione e il lavoro di gruppo sul tema "Insegnare ed apprendere" che si terrà domani pomeriggio dopo le 17.
Interessante, poi, la tavola rotonda in programma domenica mattina (dalle 10) dal titolo "La ricerca di senso. Il confronto dei valori". L'incontro (coordinato da Nora Mezzelani) intende sottolineare l'importanza della scuola come luogo di incontro delle culture, delle esperienze, delle religioni. Proprio per entrare nel vivo dell'argomento parteciperanno rappresentanti delle chiese o delle comunità cattolica, valdese, mussulmana, ebraica, buddista e dei Testimoni di Geova.
Un confronto, questo, particolarmente utile perché darà voce a etnie e culture un tempo lontane ma che ora, per effetto della globalizzazione, devono trovare urgentemente modalità e occasioni per comprendersi e convivere. Un bilancio di questa due giorni si terrà nel pomeriggio di domenica (dalle 15) in un dibattito che avrà, appunto, lo scopo di tirare le somme di tutto il lavoro svolto.
Tra una riflessione e un approfondimento ci sarà anche spazio per parlare di arte e di sport. Accadrà domani sera: alle 19.30 è previsto un incontro con l'attore-regista Gianni Franceschini cui seguirà (alle 21) un dibattito sul tema "Il linguaggio della musica e degli strumenti" e ancora un incontro tra genitori, studenti e insegnanti in tema di attività sportive. E per finire, dalle 23 in poi sarà tempo di piano bar, allo spazio tenda.
mercoledì 23 ottobre 2002 cronaca pag. 17 (articolo originale) Al via il progetto dell'Ateneo di Verona che anticipa alcuni crediti dei corsi di laurea Grazie a Tandem l'Università inizia sui banchi delle superiori Convenzione firmata con 42 licei e istituti di Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia
di Giancarlo Beltrame
L'Università? Si comincia sui banchi della scuola superiore. È questo il senso del progetto "Tandem" dell'Università di Verona, accettato da 42 licei ed istituti superiori delle province di Verona, Mantova, Brescia, Padova, Bolzano, Treviso e Venezia, che sta per entrare nella fase operativa. Entro il prossimo mese, infatti, si terranno gli incontri tra i referenti universitari e i docenti delle scuole superiori per stabilire modalità, contenuti e tempi delle lezione che, previo superamento di un esame da tenere all'università, daranno agli studenti delle ultime due classi degli istituti convenzionati di ottenere da uno a dieci crediti "spendibili" in qualsiasi facoltà dell'ateneo veronese.
"Questo progetto", spiega il professor Mario Longo, delegato del rettore Elio Mosele per l'orientamento e il tutorato, "va nella direzione di un sempre maggiore collegamento tra università, scuola e territorio. Da un lato consente di acquisire crediti e sapere indispensabili per poter affrontare l'università, dall'altro mette in contatto gli studenti delle superiori con i metodi e i saperi universitari, consentendo loro di orientarsi meglio nella ascelta delle facoltà".
Insomma, "Tandem" dovrebbe consentire a chi si avvicina alla conclusione degli studi superiori e all'esame di Stato di farsi un'idea più precisa rispetto a quanto avviene ora su ciò che lo aspetta nelle aule universitarie e di capire meglio le proprie inclinazioni, evitando di scegliere facoltà un po' a casaccio per poi cambiare al secondo anno o addirittura abbandonare gli studi per una scelta frettolosa o sbagliata.
"Gli elementi di innovazione di questo progetto", spiega il professor Roberto Giacobazzi, ordinario di informatica e presidente della commisione didattica del Senato accademico, "sono da un lato il superamento del rapporto individuale tra scuola e università, che ora viene istituzionalizzato attraverso un bando aperto a tutte le scuole, al fine di migliorare il processo di formazione e orientamento dei ragazzi del quarto e quinto anno, e dall'altro il valore riconosciuto ai crediti, che gli studenti potranno "spendere" ai fini della laurea".
Non è un casuale la scelta del nome, "Tandem". "Lo abbiamo chiamato così", sottolinea Giacobazzi, "per rimarcare l'importanza di "pedalare insieme" per migliorare un passaggio che è quasi sempre traumatico".
Nelle prossime settimane, dunque, i referenti dell'università per ogni area tematica (informatica, matematica, filosofia, comprensione del testo, storia contemporanea ed economia politica) incontreranno i referenti interni "speculari" delle scuole convenzionate. Nasceranno, insomma delle commissioni che definiranno i programmi, che saranno avviati a gennaio. Ogni area tematica sarà valutata sulla base di un esame conclusivo (scritto e/o orale a seconda della disciplina), che si terrà in università a giugno e darà modo di acquisire i crediti che saranno predeterminati (fino a un massimo di dieci). "L'idea", spiegano ancora Giacobazzi e Longo, "è trasferire nelle scuole contenuti di tipo universitario o riconoscere agli istituti superiori, che già trasmettono contenuti elevati, di vederli quantificare in crediti. In questo modo gli studenti passeranno dalla scuola all'università con una "discontinuità controllata" e i crediti acquisiti possono essere un aiuto contro l'abbandono degli studi universitari, particolarmente forte nei primi due anni".
Se in una prima fase questi crediti saranno riconosciuti sono dall'Università di Verona e potranno essere inseriti o a pieno titolo nei crediti curricolari oppure tra quelli che ogni facoltà riserva liberamente agli studenti, chi dovesse successivamente scegliere università diverse da quella scaligera ha la possibilità di vederselo comunque riconosciuto.
Sono 41 le scuole superiori che si sono convenzionate con l'Università di Verona per il "progetto Tandem", mentre una quarantaduesima, di Bolzano, sta completando le pratiche. In gran parte sono veronesi, ma alcune appartengono ad altra province e addirittura ad altre regioni. Un segno del successo dell'iniziativa fortemente voluta dal rettore Elio Mosele e portata avanti in prima persona dal professor Mario Longo, delegato del rettore per l'orientamento e il tutorato, e dal professor Roberto Giacobazzi, presidente della commissione didattica del Senato accademico.
Queste le scuole che hanno aderito all'iniziativa.
- LICEI DI VERONA E PROVINCIA. Ginnasio e liceo Don Nicola Mazza, Liceo della comunicazione Campostrini, Liceo ginnasio Giovanni Cotta di Legnago, Liceo pedagogico e delle scienze sociali Carlo Montanari, Liceo scientifico Enrico Medi di Villafranca, Liceo scientifico Angelo Messedaglia, Liceo scientifico Fracastoro, Liceo scientifico Galileo Galilei, Liceo europeo linguistico moderno e giuridico economico e liceo scientifico Lavinia Mondin, Istituto alle Stimate, Liceo scientifico di Castelnuovo del Garda ed Educandato Agli Angeli.- ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI DI VERONA E PROVINCIA. Ipssar Berti, Isisss Marco Minghetti di Legnago, Itis Marconi, Itis Galileo Ferraris, Itpa Marco Polo, Ipsia Giorgi, Ipssct Michele Sanmicheli, Isiss Mdl Luciano Dal Cero di San Bonifacio, Istituto professionale per l'industria e l'artigianato Enrico Fermi, Istituto statale d'istruzione Leonardo Da Vinci di Cerea, Istituto tecnico commerciale Lorgna-Pindemonte, Istituto tecnico commerciale Ettore Bolisani di Isola della Scala, Istituto d'istruzione superiore Carnacina di Bardolino, Istituto magistrale Guarino Veronese di San Bonifacio, Istituto tecnico Einaudi, Istituto tecnico per geometri Cangrande, Itc Aldo Pasoli e Itc Lorenzo Calabrese di San Pietro Incariano.- LICEI E ISTITUTI DI ALTRE PROVINCE. Istituto tecnico per il turismo F. Dal Collo di Conegliano (Treviso), Istituto superiore Bonomi Mazzolari di Mantova, Istituto tecnico commerciale Cesare Battisti di Bolzano, Istituto tecnico industriale Pacinotti di Mestre (Venezia), Istituto tecnico per geometri Antonio Canova di Vicenza, Istituto tecnico commerciale turistico e geometri di Cittadella (Padova), Itc Guido Piovene di Vicenza, Liceo artistico Foppa di Brescia, Liceo ginnasio Pigafetta di Vicenza, Liceo scientifico Curiel di Padova e Liceo scientifico Quadri di Vicenza.
Tra le scuole veronesi che hanno aderito al progetto "Tandem" dell'Università di Verona spicca un'assenza di rilievo, quella del liceo classico Scipione Maffei, quasi unanimemente ritenuto il più prestigioso di Verona.
"Abbiamo dato un'adesione di massima", spiega il preside Francesco Butturini, "ma non abbiamo ancora firmato la convenzione perché vogliamo andare più a fondo di tutto, vogliamo capire meglio, non abbiamo fretta. È una cosa molto importante e crediamo molto in questa iniziativa, se per gli altri quanto proposto è soddisfacente, per noi il discorso è un po' più complesso. Ne abbiamo già parlato serenamente sia col rettore Elio Mosele che con il professor Roberto Giacobazzi, e non c'è nessun problema. Chiediamo solo di capire meglio come può funzionare il tutto affinché non sia un'aggiunta di lavoro per i miei docenti - che da fare ne hanno già abbastanza - e abbia invece una validità oggettiva, continuativa, di raccordo diretto tra la nostra scuola e l'università a completa pari dignità. Noi facciamo didattica", conclude il preside del Maffei, "mentre l'Università non fa didattica e quindi questa nostra potenzialità confidiamo sia sfruttata meglio".
"Il Maffei", replica pacatamente Giacobazzi, "richiede in un certo senso una certificazione dei contenuti della scuola, ma il progetto Tandem vuol andare oltre. Non siamo noi a dover dare questa certificazione, ma casomai la qualità del lavoro della scuola. Ed è comunque qualcosa di diverso". (g.b.)
martedì 12 novembre 2002 cronaca pag. 18 (articolo originale) Sulle Superiori serve un accordo o Verona rischia la paralisi Fissato per il 19 un vertice provinciale dei presidi. Sul tappeto un piano generale che dovrebbe frenare la pressione degli studenti sul capoluogo
Medie semivuote, superiori che scoppiano; provincia sottodimensionata, capoluogo intasato di studenti da ogni punto cardinale, da San Bonifacio e dal Garda, dalla Bassa e dalla Lessinia. Se l'offerta formativa è spesso di discreto livello, con punte di eccellenza, la scuola veronese - la media superiore, intendiamo - si dibatte in problemi drammatici sotto il profilo edilizio, con aule e laboratori non solo insufficienti ma persino gravati da incertezze riguardo la sicurezza degli stabili. Ecco l'attualità di questo "forum" che precede il vertice dei presidi fissato per il 19 novembre. L'ARENA . Con quali problemi e quali prospettive è cominciato l'anno scolastico a Verona? SCHIAVO . Distinguerei l'aspetto organizzativo da quello strutturale. Per quanto attiene al primo, direi che quest'anno scolastico è partito in maniera sostanzialmente positiva. Ricordiamo poi che nel luglio di quest'anno il Provveditorato ha cessato di esistere. In agosto, noi dirigenti scolastici abbiamo provveduto così alle nomine dirette dei docenti. Per la prima volta a memoria d'uomo, un anno scolastico è partito bene, almeno senza intoppi, e con il 99 per cento dei docenti già nominati prim'ancora dell'inizio delle scuole. Per quanto riguarda le strutture, teniamo conto che ci troviamo in un momento di passaggio delicato; se il vecchio fatica a tenere il passo delle tante esigenze dell'utenza, è anche vero che il nuovo non riesce ancora a nascere. Basta citare lo stralcio di riforma della scuola elementare voluto dal ministro, approvato addirittura dopo l'inizio dell'anno scolastico. Per la scuola secondaria superiore siamo praticamente fermi da anni, tranne per alcuni progetti avviati dal ministero. Sulla questione strutturale, la Provincia ha cercato di dare risposte lasciando tuttavia irrisolti molti problemi, o perché oggettivamente insolubili o per non essere riuscita a trovare la soluzione. In altri casi qualche successo è stato ottenuto, grazie però alla disponibilità di tutti a mettere sul tavolo tutte le carte. L'ARENA . Quali sono le emergenze non risolte? SCHIAVO . Mi pare riguardino soprattutto il Messedaglia, il Marconi e il Giorgi. Il Maffei è sceso da quattro a tre sedi e il Nani deve completare il passaggio. In queste sedi, sistemare i ragazzi non è stato facile. È un bel dire "facciamo scuola" se non abbiamo le strutture. La scuola non è infatti un mero contenitore che serve ad accogliere bene o male gli studenti; è soprattutto una comunità con una sua identità, una sua connotazione che la rende riconoscibile, riconosciuta e accolta. La scuola deve poi dare risposte in termini di efficienza e di efficacia. Non è soltanto una questione di immagine, più o meno forte rispetto alle altre. L'immagine più forte arriva anche da come la scuola lavora e si connota. Il problema della riorganizzazione è in questo senso molto complesso. Si tratta di capire che la scuola risponde a certe esigenze del territorio. Facciamo un esempio: ho provato per più anni a istituire un liceo classico nella sezione staccata di San Floriano, quando il liceo classico di Verona e provincia, lo sappiamo bene, è solo il Maffei, con una sua connotazione forte, quasi insuperabile. Gli stessi genitori della Valpolicella, al momento di istituire un liceo classico nella loro zona, volevano continuare a mandare i figli al Maffei. Far nascere una scuola nuova significa quindi avere anche il consenso degli utenti. La scuola lascia un segno profondo, sia nelle persone che sul territorio. L'ARENA . Interessante, mai i disagi concreti, con studenti che vengono spostati a destra e a manca, ci risultano piuttosto pesanti. MORETTI . La situazione del sistema scolastico veronese ultimamente è ingovernabile. L'ARENA . Ingovernabile o difficile da governare? MORETTI . Diciamo difficile da governare. Negli ultimi anni si sono scaricati sulla Provincia problemi strutturali molto grossi. L'evento di maggior rilievo normativo è stato sicuramente l'elevazione dell'obbligo scolastico a 15 anni che ha comportato lo spostamento di frequenza sui licei e sugli istituti professionali, penalizzando nel contempo gli istituti commerciali, ragionieri e geometri in testa. Era impossibile fare una programmazione a lungo respiro sia perché lo Stato era impegnato in una riforma, sia perché la Regione era impegnata a dar corso alla cessione alle Province di molti dei suoi compiti. La Provincia è quindi diventata il luogo giuridico di progettazione culturale scolastica. Non è più il patrocinatore di eventi, il curatore di arredi o l'erogatore di risorse. Svolge una progettazione scolastica vera e propria. La Provincia si sta ora sforzando di creare un assetto della rete scolastica abbastanza stabile. Attualmente abbiamo diviso il territorio provinciale in quattro poli di attrazione e strutturazione scolastica, tenendo fuori per il momento il capoluogo. Abbiamo suddiviso il territorio in Valpolicella-Garda, Villafranca-Isola della Scala, Legnago-Cerea e Caldiero-San Bonifacio-Cologna Veneta. Lo scopo è quello di favorire lo sviluppo di due poli forti nella direzione dei due settori della riforma Moratti, che sono il classico e il tecnico-professionale. Secondo punto, creare le condizioni per una rete di centri di formazione professionale. Fondamentale sarà infine la creazione di una rete di trasporti che permetta di collegare i vari poli. Le altre priorità che abbiamo previsto nel piano prevedono una progettazione che rispetti le tendenze della direzione regionale, senza comportare costi aggiuntivi e perdite di dirigenza. In sostanza, le nuove istituzioni devono consentire di rallentare la pressione sul capoluogo. Bisogna anche abbassare il numero di ore settimanali, portandolo a 30/31 ore massimo. Per la città, vogliamo creare degli istituti di area umanistica in posizione favorevole, in modo di abbassare la pressione su Maffei e Montanari. Il primo ha 65 classi, il secondo 62. Le scuole tecnico-commerciali sono invece in deciso calo. Abbiamo così pensato alla vecchia ipotesi di accorpare il Lorgna-Pindemonte col Cangrande, i ragionieri con i geometri, liberando spazi in cui far sorgere un nuovo istituto per gli indirizzi linguistico e delle scienze sociali. Negli ultimi anni infatti, l'apertura di nuovi corsi con questi contenuti ha fatto letteralmente esplodere Maffei e Montanari. Così, un popolo di oltre quaranta classi cerca oggi una scuola. L'ARENA. Una bella grana da gestire. MORETTI. Le famiglie progettano la vita dei loro figli e scelgono. Fino a cinque o sei anni fa avevamo diversi istituti tecnici commerciali forti, che offrivano un diploma subito spendibile sul mercato del lavoro. Oggi assistiamo al progressivo spostarsi dell'attenzione delle famiglie verso l'area umanistica. Emblematico è stato l'accorpamento del Lorgna col Pindemonte. Contemporaneamente, l'area classica o liceale si è ulteriormente articolata. Ha perso il magistrale tradizionale, ma ha acquistato un forte indirizzo linguistico e le scienze sociali, progettati con un numero di ore abbastanza basso. Hanno trovato così una risposta le famiglie che cercavano per i figli una formazione completa ma non rigida, come quella del classico o dello scientifico, una formazione spendibile sul mercato del lavoro senza negare l'inserimento universitario. Hanno così successo questi indirizzi umanistici intermedi. Tale area è aumentata fino a creare problemi di capienza. Sono circa 35 o 40 classi che potrebbero costituire un nuovo istituto. L'ARENA . Ma l'assessore, che ha parlato di poli scolastici in provincia, può essere più preciso sul riordino delle strutture a Verona capoluogo? MORETTI. In città abbiamo individuato due strutture, il Cangrande e il Ferraris. Hanno molti spazi disponibili e diventeranno in futuro due poli importanti per l'utilizzazione di nuove aule. Il progetto è in fase avanzata al Cangrande e sta partendo anche al Ferraris. Saranno presto disponibili le otto aule del Berti, l'alberghiero di Chievo e sarà migliorata la sede del liceo artistico di via delle Coste nella quale dovrebbe confluire il Nani, lasciando la struttura di via San Nazaro al Giorgi. Il Giorgi potrebbe a sua volta liberare le Pacinotti che potrebbero andare al Marconi… Come si vede, è un progetto a incastri, in assoluta evoluzione. Certo, la prima emergenza rimane il Messedaglia. A tal proposito, abbiamo allestito un tavolo permanente con il Comune di Verona che ci ha assicurato un'attenzione particolare per individuare degli spazi per poter accogliere le 15 classi ospitate attualmente al Ferraris. Pare che il Comune abbia intenzione di cedere alla Provincia l'istituto Da Vinci di Borgo Venezia che andrebbe benissimo per tutto il Giorgi. Il progetto è sul tavolo. Appena Roma darà il via libera, la cosa si potrà fare. Stiamo poi individuando nel Prg di Verona due aree nelle quali stabilire un campus. È un progetto a lungo termine, che prevede la realizzazione di strutture in cui collocare quegli istituti di area tecnica che potrebbero essere sradicati dal centro della città, evitando eccessive concentrazioni di traffico in molte zone. L'ARENA . Quindi, l'emergenza più grossa è il Messedaglia? Qual'è la situazione, preside? BARUCHELLO . Allucinante. Quattro sedi, un solo laboratorio, a sette chilometri. Spostamenti continui di docenti e di studenti. Ambienti fatiscenti, crepe enormi nella sede di stradone San Fermo. Ragazzi che si spostano di continuo per l'uso delle palestre, che nella sede delle Betteloni non hanno niente, nemmeno un posto per incontrare i genitori. L'ARENA . Quante sono le classi penalizzate? BARUCHELLO. Una trentina su 54, quindi la maggioranza. Questa situazione è gravissima. Già nel 1985 il Messedaglia era distribuito su due sedi. Gli ultimi due anni sono stati un autentico calvario: aule promesse, mai consegnate. Inutile parlare di piani dell'offerta formativa senza nemmeno la certezza di un'aula. Le prospettive? Non è per fare polemica, ma stiamo vivendo una situazione insostenibile. L'ARENA . Ma il Comune non può intervenire reperendo con più decisione contenitori, anche in ambiti extrascolastici? MORETTI . Seduta attorno ad un tavolo con il Comune, la Provincia vuole monitorare tutto l'esistente. Mi risulta che ci siano spazi liberi alle Catullo e alle Dante Alighieri. Ma non riusciamo a combinare niente. Ci dicono di darci tutto quello che vogliamo, ma alla fine ci hanno dato solo quattro aule per il Messedaglia. Tutto qui. Speravo ce ne dessero almeno una quindicina. Sono pronto ad aiutare tutti, ma ho anch'io dei limiti perché non riesco a mia volta a capire quali siano gli spazi liberi in città. Il problema è quello di monitorare. Insieme, forse riusciremo a fare qualcosa. L'ARENA . Preside Butturini, che ruolo si è ritagliato oggi il dirigente scolastico? Come può incidere sul miglioramento del sistema e qual è il primo bilancio della sperimentazione che lei ha spinto al Maffei, uscendo dalla tradizione secolare della scuola? BUTTURINI . Innanzitutto, sono perfettamente d'accordo sull'adozione a Verona di un tavolo comune sulla scuola. Il vero ostacolo nasce da una cattiva interpretazione delle norme, per effetto della quale i dirigenti scolastici si sentono quasi proprietari degli spazi che occupano. Questo è pericoloso. Il proprietario è la Provincia, e spero che questo venga ribadito, sulla base di un piano ben definito. Ci sono 25 edifici scolastici per le scuole medie a fronte di meno di 5mila studenti, e ci sono meno di una ventina di edifici per le scuole superiori a fronte di oltre 20mila studenti. I numeri dicono in questo caso tutto. E parlo solo delle medie, tralasciando le elementari dove gli spazi sono enormi. Qualcosa non funziona. Questo tavolo, che nasca veramente. È in gioco anche denaro pubblico. Quanto al ruolo dei presidi, fatto salvo il diritto-dovere di indirizzo di politica scolastica del consiglio d'istituto e sulla scorta delle indicazioni del collegio dei docenti, il dirigente ha in mano la diretta competenza di gestione delle risorse e del personale. Significa che è nostro compito individuare tutto ciò che serve per condurre a buon fine il piano dell'offerta formativa. Siamo responsabili diretti del successo o dell'insuccesso della scuola. Questo, in teoria. Nella pratica ci confrontiamo invece con difficoltà quotidiane, con una sottocultura diffusa che porta a inutili contrasti, perché poi, alla fine, la soluzione deve essere trovata, senza compromessi, e di alto livello. Al Maffei siamo passati dalle 38 classi dell'85 alle attuali 61, proiettate a 65, con 1.500 studenti. La sperimentazione che abbiamo avviato è stata un successo e ha aiutato moltissimo a superare la crisi dei licei classici. Brescia è in crisi, il liceo Virgilio di Mantova è in crisi nera, a Rovigo il classico non c'è più, a Venezia si è fuso con altre scuole. Grazie alla sperimentazione, siamo oggi in grado di offrire un progetto che alla lettura umanistica classica del passato e del presente unisce la capacità di utilizzare le tecnologie della contemporaneità. Cosa ci manca? Ad ogni aula dovrebbe corrispondere un laboratorio. Abbiamo bisogno di spazi per fare cinema, arte, scienza, educazione fisica. BARUCHELLO . Vorrei che Comune e Provincia ci riempissero di volantini sulle politiche giovanili. Ma fare politiche per i giovani significa creare anche spazi nei quali i ragazzi possano stare insieme. E il primo luogo d'incontro è la scuola. I giovani a scuola vivono ore e ore ogni giorno. Questo aspetto è per me fondamentale. È una forma di rispetto per la loro crescita. L'ARENA . Assessore Moretti, ci pare che negli amministratori pubblici che l'hanno preceduta sia mancata una certa preveggenza nel capire che molti studenti che terminavano l'obbligo, anziché andare nel mondo del lavoro avrebbero continuato gli studi, creando una situazione di saturazione ambientale alle superiori. Medie semivuote e superiori intasate… Come mai? MORETTI . Tutto parte della legge 23 del '96, quella che prevedeva il trasferimento delle scuole dai Comuni alle Province. Queste ultime si sono così trovate sulle spalle non solo i problemi che già avevano, ma anche quelli degli istituti ereditati. Il problema del Barbarani è emblematico: fu gestito da ditte che puntavano più sugli avvocati che sui muratori, ditte che cercavano il contenzioso. Nel '99, con il passaggio delle competenze, la Provincia ha acquisito il controllo anche di questi bei bubboni. L'ARENA . Adesso, a che punto è il piano provinciale sulle scuole? MORETTI . È pronto, lo discuteremo con la Giunta dei presidi. Non è un piano attuativo, però. Delinea solo l'impostazione generale. Di anno in anno bisognerà regolare le misure attuative. BARUCHELLO . Al Messedaglia mi pongo il problema delle iscrizioni per il prossimo anno. Stante l'assenza di aule, devo rifiutarle o accettarle? MORETTI . Dico la verità, non ce l'ho coi presidi. Tutti m'hanno aiutato. Mi trovo però nell'impossibilità di risolvere il problema delle iscrizioni. Li invito pertanto a valutarlo con attenzione alla compatibilità degli spazi. MASCHIO . Se si fa un'organizzazione provinciale generale e si dislocano nei vari poli tutte le opportunità culturali del territorio, ad un certo punto dobbiamo mettere dei paletti. Io ho dei ragazzi che vengono al Fracastoro da Villafranca dove pure c'è un liceo scientifico. Che senso ha riempire e congestionare una città quando esistono strutture idonee sul territorio? BARUCHELLO . Non sono d'accordo. In presenza di un piano di offerta formativa dato alle famiglie, queste hanno facoltà e diritto di scelta su tutto il territorio. MORETTI . Ma in una situazione di complessità è necessario trovare forme d'intesa. BARUCHELLO . In queste situazioni cerco la semplicità e il buon senso. MORETTI . Abbiamo toccato con mano il problema. L'identità della scuola, il suo proporsi al territorio e la necessità di dislocare in realtà territoriali forti l'offerta formativa. Non dimentichiamo questi tre punti fondamentali. Altrimenti addio, non risolviamo nulla.
domenica 24 novembre 2002 cronaca pag. 11 (articolo originale) La Provincia tra lacune e programmi "Le scuole avranno nuove aule"
"Non voglio entrare in polemica con i membri del coordinamento La Rete di alcune scuole superiori della Provincia, anzi mi fa piacere che accanto al continuo stimolo dei dirigenti scolastici per la soluzione dei problemi esistenti ed emergenti della scuola superiore veronese, ci sia anche quello dei rappresentanti dei Consigli di Istituto. Occorre però evidenziare come in questi anni molte cose siano state fatte- cantierate o programmate- per risolvere nel breve e medio periodo la situazione di crisi dell'edilizia scolastica superiore di Verona città e della provincia".
L'assessore ai lavori pubblici della Provincia, Giovanni Antonio Capuzzo, risponde alle critiche che hanno coinvolto anche il collega delegato alla Pubblica istruzione, Adimaro Moretti degli Adimari. Aule insufficienti e spesso fatiscenti, queste le principali lacune degli edifici scolastici. Del resto alla crisi dell'edilizia scolastica è un guaio cui si fatica a porre rimedio, nonostante la buona volontà degli amministratori della Provincia che gestiscono le scuole superiori.
Capuzzo si difende: "Abbiamo fatto molto nonostante le incertezze e difficoltà dovute sia alle varie ipotesi di riforma della scuola superiore (proposte, approvate, modificate, riapprovate), sia alla carenza di finanziamenti statali per la messa in sicurezza degli edifici (1/1,5 milioni di euro l'anno), sia e non da ultimo all'eredità (pesante) ricevuta dal Comune di Verona di alcuni edifici scolastici in precarie condizioni di sicurezza ed agibilità". Insomma: se le cose non funzionano la colpa cercatela (anche) altrove.
Capuzzo invece sposta l'obiettivo sui risultati ottenuti: "Sono stati conclusi i lavori della nuova succursale dello Scientifico Galilei, in Via Carlo Alberto; è in fase di conclusione il recupero di Villa delle Rose, che potrà dare una risposta alle necessità dell'Istituto Marco Polo; è in via di ultimazione il recupero dell'edificio ex Enaip di Via delle Coste, destinato alle richieste del Liceo Artistico Statale; è in fase di appalto il lavoro per realizzare nuove aule per l'Alberghiero del Chievo; è stata rimessa in moto la procedura per la ristrutturazione dell'ex Barbarani, dopo il contenzioso con la ditta appaltatrice; è iniziata la procedura per l'ampliamento del Marconi e dell'Anti di Villafranca; è stato restituito alla funzionalità lo storico edificio dell'Istituto Montanari".
Nel triennale 2002-2004, ricorda l'assessore, è poi inserito il piano per la messa in sicurezza entro il 2004 di tutti gli edifici scolastici.
"In definitiva", conclude Capuzzo, "pur in una situazione di grande difficoltà, l'amministrazione provinciale ha operato e sta operando, con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sia sul fronte della programmazione sia su quello dell'emergenza nel miglior modo possibile per supportare l'offerta formativa degli istituti scolastici veronesi con adeguate strutture. Molte cose restano da fare, ma ci vuole la comprensione e la collaborazione di tutti per ottenere quei risultati positivi che tutti auspichiamo".
Oggi è il 05/09/2010 -
Progetto realizzato dalla classe 4Ci 05/06. Sito realizzato dagli alunni Benetti Enrico e Zeni Cristian.
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